Trasmittanza termica infissi

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Trasmittanza termica infissi

Scopriamo insieme cosa si intende per trasmittanza termica infissi e tutto ciò che c’è da sapere a riguardo.

 

La trasmittanza termica infissi è un concetto essenziale da comprendere per chi, in procinto di ristrutturare o di costruire un immobile, si trovi a dover montare porte e finestre.

È un argomento trattato spesso in modo estremamente tecnico, tuttavia familiarizzarvi è necessario per fare il giusto acquisto e non incappare in una spesa superflua o perfino insufficiente alle proprie esigenze. Per questo, di seguito, proveremo a spiegare in parole semplici tutto ciò che c’è da sapere in materia di trasmittanza infissi.

Se, invece, hai già le idee molto chiare in materia e vuoi avere un preventivo dettagliato per l’acquisto di infissi in PVC, ti invitiamo a contattarci cliccando su uno dei banner sottostanti.

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Trasmittanza termica infissi: definizione

La trasmittanza termica è la quantità di calore medio per metro quadrato di superfice che passa attraverso un certo materiale. Si indica con la lettera U ed è una grandezza fisica. Essa va dunque ad indicare la capacità isolante di un dato corpo: più risulta bassa, maggiore è il grado di isolamento.

In sostanza U è un coefficiente che indica la dispersione di calore di una superfice.

Si badi a non confondere il concetto di trasmittanza termica con quello di conducibilità termica (λ), cioè l’attitudine di un materiale a trasmettere calore. Sono due temi in stretta relazione tra loro, ma che esprimono due nozioni differenti.

La rilevanza di questo argomento cammina di pari passo con l’obiettivo del risparmio energetico, cioè, in ambito edilizio, della minor dispersione possibile di calore.

L’unità di misura della trasmittanza termica è W/m2K dove W indica i watt di energia dispersi attraverso un metro quadrato di superficie (m2) per una differenza di temperatura di un grado Kelvin (K).

È dunque di fondamentale importanza per la realizzazione di un edificio che la scelta dei serramenti sia il più possibile accurata. In modo particolare attraverso le finestre avvengono per tutto l’arco della giornata continui scambi energetici consistenti in apporti e dispersioni di calore capaci di influenzare il bilancio energetico dei fabbricati.

La scelta dei serramenti deve avvenire in base a certi fattori di riferimento, tra cui i maggiori sono: isolamento termico e acustico, sicurezza, durata ed estetica.

In commercio è possibile trovare diverse tipologie di serramenti; tra i più comuni e diffusi si ricordano l’alluminio, il legno, il PVC e vetro antisfondamento.

Trasmittanza infissi alluminio

L’alluminio è un elemento chimico, si tratta di un metallo duttile, estratto dai minerali di bauxite. È morbido, leggero e resistente all’ossidazione. Nei serramenti è costituito per lo più con leghe di silicio e magnesio a bassa percentuale di rame: in questo modo ne vengono migliorate le caratteristiche fisiche di finitura e lavorazione.

Tutti i costituenti in alluminio posso presentare un colore naturale oppure vengono tinti per elettrocolorazione o tramite la verniciatura con resine sintetiche. È un materiale resistente, leggero, dalle buone proprietà meccaniche e con un’eccellente tenuta agli agenti atmosferici. Tutto ciò gli conferisce una lunga durabilità nel tempo. Altro punto di forza che contraddistingue gli infissi di questo tipo è la non necessità di manutenzione.

È però un metallo e quindi un buon conduttore di calore, qualità che non giova nel momento in cui lo si applichi per la realizzazione di infissi. Per ovviare a questo problema si utilizza il cosiddetto taglio termico: la continuità del metallo viene interrotta inserendo un materiale a bassa conducibilità termica in corrispondenza di una camera interna al profilato. Un modo per ottenere ciò consiste nell’inserire una barretta termoplastica all’interno del profilato estruso. Così facendo la capacità isolante del serramento viene notevolmente incrementata (fino al 300%).  In un telaio a taglio termico la trasmittanza termica (U = W/m2K) va dal 2,2 a 3,7 contro 7 (valore massimo) di un profilato sprovvisto di tale soluzione.

La scelta di serramenti in alluminio risulta ecologica perché sia durante la stagione calda che in quella fredda è possibile risparmiare fino al 30% del fabbisogno energetico per mantenere l’ambiente alla temperatura desiderata; è economica perché abbassa il costo della bolletta energetica; è confortevole in quanto migliora l’abitabilità della casa.

 

Trasmittanza infissi legno

Il materiale per antonomasia legato agli infissi è il legno, le cui caratteristiche sono il basso coefficiente di trasmittanza termica, la piacevole esteriorità e le ottime possibilità che offre alla lavorazione. Vari sono i tipi di legno utilizzati nella fabbricazione di serramenti, tra i più noti si ricordano il larice, l’abete, il pino, il castagno, il rovere, l’iroko, l’helmock, il douglas e i legni lamellari di ultima generazione.

Questo materiale si segnala per durabilità naturale, durezza, resistenza meccanica, giusta massa volumetrica e buona stabilità. Un primo punto a suo sfavore è legato proprio alla durabilità che dipende anche dall’essiccazione, per cui, se questa non risultasse sufficiente, diventa necessario un trattamento perseverante da eseguirsi in modo regolare per la protezione da funghi e insetti. La durabilità dei serramenti lignei dipende inoltre, dalle loro dimensioni (lunghezza, larghezza e spessore).

È altresì indispensabile proteggere gli infissi in legno (soprattutto esterni) dagli agenti atmosferici, in primis umidità e radiazioni ultraviolette, in generale dall’invecchiamento, servendosi di apposite vernici.

Nonostante la buona preparazione e il materiale di qualità con cui sarebbe opportuno creare un infisso in legno, questo ha bisogno di essere trattato con impregnati e prodotti simili a cadenza periodica (circa ogni 5 anni).

In genere la trasmittanza termica (U = W/m2K – UNI EN 10077) di un telaio in legno, tenendo presente la variabile della larghezza media del telaio (da 30 mm a 100 mm) va da 2,20 a 1,42.

È possibile fornire dei valori abbastanza precisi in base alla durezza e allo spessore del legno che forma il telaio.

  • Legno duro (rovere, mogano, iroko)
    Spessore mm 50 = valore Uf del telaio 2,4
    Spessore mm 60 = valore Uf del telaio 2,2.
    Spessore mm 0 = valore Uf del telaio 2,1
  • Legno tenero (pino, abete, larice, douglass, hemlock
    Spessore mm 50 = valore Uf 2,0
    Spessore mm 60 = valore Uf 1,9
    Spessore mm 70 = valore Uf 1,8

Uf è il valore di trasmittanza termica del telaio applicabile in assenza della vetrata.

Trasmittanza infissi PVC

Il PVC, altrimenti noto come polivinicloruro o cloruro di vinile, è un materiale termoplastico ottenuto da materie prime: si presenta sotto forma di polvere; questa è composta per il 57% da cloro, proveniente dal sale da cucina, e per il restante 47% da carbonio e idrogeno; il tutto viene miscelato aggiungendo degli additivi (come stabilizzanti e lubrificanti) fino ad ottenere un prodotto finito. Si caratterizza per la grande versatilità nell’utilizzo e permette di ricavare manufatti flessibili o rigidi in base al tipo e alla percentuale di sostanze aggiunte.

Oltre ad essere leggero, idrorepellente e poco infiammabile, nonostante possieda una bassa resistenza meccanica e sia un materiale deformabile, va segnalato che è durevole rispetto all’abrasione, ma anche all’usura e in generale all’invecchiamento; ha una buona tenuta nei confronti degli agenti chimici, si identifica come un ambiente tale per cui è difficile che funghi e batteri possano stabilirvisi e proliferare.  

È stato introdotto sul mercato a partire dagli anni ’50 e deve l’incremento del suo sviluppo ai costi contenuti della lavorazione, alle caratteristiche isolanti che gli sono proprie e alla resistenza agli urti.

Tramite un processo di estrusione a caldo si ottengono i profilati, di varia dimensione, che vengono il più delle volte rinforzati inserendo all’interno della camera centrale ulteriori profili in acciaio zincato. Nei serramenti in PVC, al fine di massimizzare al meglio la stabilità del profilo, viene aumentato il numero delle camere.

La trasmittanza termica degli infissi formati da questo materiale varia dunque in base al numero di camere: se un serramento è provvisto di una sola camera il valore U (W/m2K) è circa 2,4, se invece le camere presenti sono 2-3 il coefficiente si abbassa indicativamente tra 1,9 a 1,6.

Realizzare un edificio con infissi in PVC è una scelta ecologica, poiché si tratta di un materiale in larga parte naturale, perché i residui della sua lavorazione (sfridi), ma anche i vecchi serramenti composti con lo stesso, possono essere recuperati, in quanto presenta bassi impatti nel momento della produzione: rispetto al legno o all’alluminio, ad esempio, la produzione di serramenti in PVC crea bassissima produzione di polvere, minima emissione di ossido di carbonio e di anidride solforosa. Inoltre, garantisce un buon grado di isolamento termico, che permette di abbattere i costi in monetari e ambientali per mantenere un ambiente alla temperatura desiderata.

Il coefficiente di trasmittanza termica (U) dei telai in PVC varia a seconda della struttura del telaio stesso, il quale può essere composto da più camere o formato da un corpo unico. Ad esempio, un telaio in PVC a due camere presenta un valore Uf paria a 2,2; in un telaio in PVC a tre camere il valore Uf stimato è di 2,0; se il telaio è un monoblocco avente uno spessore tra i 58 e gli 80 mm, il valore Uf è compreso tra 1,7 e 1,2.

 

Trasmittanza vetro antisfondamento

Il vetro è un materiale duro e amorfo, ottenuto dalla solidificazione di un liquido a cui non consegue alcuna cristallizzazione. Non vi è presente un reticolo cristallino ordinato, ma gli atomi sono legati tra loro in modo covalente a formare una struttura disordinata e rigida. I principali elementi che compongono il vetro sono l’ossido di silicio e il diossido di silicio, l’anidride borica, l’anidride fosforica e l’anidride arsenica.

Il vetro può essere uno dei componenti dei serramenti utilizzati in ambito edilizio. Si possono trovare applicati agli infissi vetri singoli, doppi, tripli e quadrupli: i primi sono ormai quasi del tutto in disuso, mentre i più consueti sono i doppi (anche detti a camera singola) e i tripli vetri (cioè a camera doppia), meno adoperati i quadrupli, il cui campo di impiego non è tanto largo nemmeno nelle zone della Mittel Europa.

Un vetro a camera è costituito da lastre del detto materiale separate tra loro da un’intercapedine riempito da aria o gas particolari. Una lastra può essere realizzata da un monolito di vetro o due lastre incollate mediante una pellicola detta PVB. La struttura viene generalmente indicata con tre numeri, di cui il primo e il terzo significano lo spessore della lastra interna ed esterna, mentre il secondo l’ampiezza dell’intercapedine, la cui presenza è un fattore fondamentale per determinare e migliorare il flusso termico tra interno ed esterno. Per limitare il passaggio termico si possono inserire entro l’intercapedine dei gas inerti – come argon, krypton e xenon – che rallentano il flusso di calore da una lastra all’altra.

Il fattore di resistenza agli urti è uno dei maggiori difetti del vetro, spesso sfruttato per compiere furti all’interno di abitazioni o ambienti lavorativi quali uffici, laboratori e simili. Per non rovinare con sbarre e inferriate l’estetica di un immobile è possibile applicare agli infissi un vetro antisfondamento, caratterizzato da un’elevata resistenza agli arti, anche di una certa intensità, conferitagli dalla realizzazione mediante il processo di stratificazione, cioè incollando più lastre. Un vetro stratificato risulta più sicuro anche in caso di rottura, poiché grazie alla pellicola unente le lastre, non produce schegge.

Considerando la dispersione termica attraverso una lastra singola di vetro si ha

  • Spessore lastra 4 mm U = 5,8 W/m2K
  • Spessore lastra 8 mm U = 5,7 W/m2

Si noti come aumentando del doppio lo spessore del vetro la trasmittanza diminuisca in modo molto lento. Vale la pena considerare come l’impiego di vetri doppi o tripli sia un intervento assai preferibile rispetto all’ispessimento del vetro stesso. Di seguito alcuni esempi.

  • Doppie vetrate Dimensioni 4 – 6 – 4 (senza impiego di gas) = da 3,3 a 2,5 W/m2K. Con impiego di gas (concentrazione ≥ 90%) nell’intercapedine il valore di Uw diminuisce fino a 1,5.
  • Triple vetrate Dimensioni 4 – 6 – 4 – 6 – 4 (senza impiego di gas) = da 2,3 a 1,6 W/ m2K. Con impiego di gas (concentrazione ≥ 90%) nell’intercapedine il valore di Uw diminuisce fino a 1,1.
  • Vetrata singola Necessita di un trattamento medio emissivo per raggiungere un valore Uw di 4,3 aavendo uno spessore di 6 – 8 mm.

Limite trasmittanza termica infissi

Secondo la legge in ogni provincia è possibile installare infissi che presentino un valore di trasmittanza inferiore ad un certo limite. Questi ultimi fanno riferimento alla zona climatica in cui l’edificio è ubicato. Sono state identificate sei zone climatiche

  • Zona A: Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle.
  • Zona B: Agrigento, Catania, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa, Trapani.
  • Zona C: Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Taranto.
  • Zona D: Ancona, Ascoli Piceno, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Firenze, Foggia, Forli’, Genova, Grosseto, Isernia, La Spezia, Livorno, Lucca, Macerata, Massa, Carrara, Matera, Nuoro, Pesaro, Pesaro, Pescara, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Savona, Siena, Teramo, Terni, Verona, Vibo Valentia, Viterbo.
  • Zona E: Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Como, Cremona, Enna, Ferrara, Cesena, Frosinone, Gorizia, L’Aquila, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Vercelli, Vicenza.
  • Zona F: Belluno, Cuneo.

Si deve in più fare attenzione, in quanto all’interno dei comuni le zone climatiche possono variare.

Nella sostituzione degli infissi devono essere rispettati i seguenti valori tenendo conto dei regolamenti regionali e comunali:

  • Zona climatica A – B: U (W/m2K) 3,2.
  • Zona climatica C: U (W/m2K) 2,4.
  • Zona climatica D: U (W/m2K) 2,1.
  • Zona climatica E: U (W/m2K) 1,9.
  • Zona climatica F: U (W/m2K) 1,7.

Il riferimento normativo italiano per la marcatura CE dei serramenti trasparenti corrisponde a UNI EN 14351-1. Tale norma specifica che il valore di trasmittanza termica della finestra comprensiva di infisso può essere ricavato mediante prova di laboratorio o calcolo semplificato secondo UNI EN ISO 10077-1 o mediante il calcolo degli elementi finiti secondo UNI EN ISO 10077-2 in combinazione con il calcolo semplificato.

Ai fini dell’accesso alle agevolazioni fiscali è ammissibile anche tale calcolo semplificato e può essere utilizzata anche la tabella E1 della UNI EN 14351-1 con i relativi intervalli di applicazione diretta al calcolo stesso. Tale norma prevede che i calcoli termici effettuati su di un serramento avente dimensioni:

  • 1230 (±25%) x 1480 (-25%)
  • 1480 (±25%) x 2180 (±25%)

Possono essere estese a tutti i serramenti di tutte le dimensioni, purché il valore utilizzato abbia Ug (trasmittanza termica delle vetrate nell’area centrale senza effetto del distanziatore) uguale o inferiore a 1,9 W/m2K.

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In ogni caso, quando si decide di sostituire gli infissi la soluzione migliore è quella di affidarsi ad un’azienda esperta del settore, quale Isola PVC, che saprà consigliarti al meglio su come muoverti.

Inoltre, affidarsi ad Isola PVC permette di risparmiare senza rinunciare minimamente alla qualità. La nostra azienda, infatti, produce direttamente gli infissi che vende. Questo significa che puoi comprare direttamente alla fonte, saltando ogni tipo di intermediario, potendo così acquistare a prezzo di fabbrica serramenti realizzati con materiali di alta qualità.

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